7 dic 2017

Una scuola veramente nuova

La “storia infinita” della scuola sta finalmente trovando soluzione: nei giorni scorsi, infatti, la documentazione relativa al progetto della nuova scuola media è stata inviata all'attenzione dell'INAIL. Se le verifiche andranno a buon fine, l’inizio della costruzione della nuova scuola dovrebbe essere avviata nei prossimi mesi.

“Storia infinita”, dicevamo: chi ha seguito le vicende vapriesi degli ultimi 15 anni (e a beneficio di quanti -e sono tanti- si sono trasferiti in paese negli ultimi anni) certamente saprà che la vicenda scuola ha inizio più di 10 anni fa sotto l’Amministrazione Lista civica Vapriese (LCV).
Stralcio dalla convenzione “Vaprio Sud” del 2007

Il primo atto ufficiale risale al 2007 quando apparve il progetto della costruzione della Scuola Media in zona Vaprio Sud. Il progetto ricadeva nell’ambito della Convenzione “Vaprio Sud” tra Comune e Lottizzanti, per un controvalore pari a €. 2.179.821,85. Il progetto, corredato da un “rendering” della nuova struttura, risultava fortemente sottodimensionato rispetto alle esigenze future (nel 2007 nella primaria erano già presenti 15 classi), né, tantomeno, teneva conto delle previsioni del PGT che indicava una previsione in aumento degli abitanti dai 7.182 (ottobre 2006) a 9.836. Infine non erano inoltre state inserite tutte le dotazioni previste dalla normativa scolastica.
Il vecchio progetto 2008-2009 (rendering) in zona “Vaprio Sud”

La realizzazione della nuova scuola media, la cui costruzione è stata oggetto di una delibera di giunta ottobre 2008, è diventata il fulcro della campagna elettorale nel maggio 2009, durante la quale la Lista Civica Vapriese la esibisce come il fiore all’occhiello della futura Amministrazione.
Ma il colpo di scena è dietro l’angolo: infatti nel 2010 la scuola “trasloca” (sempre sulla carta) nell’area ex-Abduana. Dopo aver lungamente approfondito il tema, l’Amministrazione opta per un nuovo progetto che prevede di ristrutturare il corpo di fabbrica dello stabilimento Ex-Tavazzani, allora come ora, un edificio in evidente “disarmo”, di proprietà comunale, senza alcun valore architettonico o storico.
Il 20 luglio 2011 l'Amministrazione Comunale presenta un primo studio alla Commissione Urbanistica e Lavori Pubblici.
Già in quella sede, il progetto scatena numerose critiche specialmente relative a:
  • nessuna possibilità di ampliamento
  • la realizzazione di una palestra non adatta per l’attività agonistica in orario extrascolastico.
Il 14 dicembre 2011 l'Amministrazione, resa finalmente consapevole delle esigenze della popolazione scolastica, sottopone alla Commissione Lavori Pubblici un progetto preliminare, nel quale viene modificata la collocazione della palestra, non più all'interno della scuola ma all'esterno, con dimensioni regolamentari per l'attività agonistica, la cui realizzazione sarebbe stata però rinviata ad una seconda fase. Tuttavia, non vengono superate le criticità inerenti il completamento del solo primo piano destinato alle aule mentre gli spazi accessori sarebbero stati lasciati a rustico e terminati solo in un secondo momento, così come la palestra. La stima dei costi della prima fase di intervento lievita a €. 3.570.000, mentre sarebbero occorsi altri €. 1.830.000 complessivi per veder realizzata l'ultimazione del piano terra lasciato a rustico e la costruzione della palestra.  Lo stesso progetto viene presentato al Consiglio Comunale del 16 dicembre 2011.
Il progetto del 2011
In tutte quelle occasioni si ribadisce sempre che il termine di realizzazione dei lavori relativi alle prime due fasi, piano scuola e palestra, è previsto per la fine dell'anno 2014.
L’area inizialmente indicata per la costruzione della scuola, grazie a una variante di Piano Integrato Vaprio Sud deliberata nel luglio 2011 (cui ha fatto seguito una modifica della convenzione nel novembre del 2012), al fine di reperire risorse per la riconversione ad edificio scolastico dell’edificio ex industriale esistente, muta destinazione nella variante al PGT approvato nel settembre 2011: ora si può realizzare anche un bel palazzone alto 36 metri. Non male, vero?
Riepilogando: il progetto della nuova scuola media, nonostante la posa della prima pietra fosse ancora lontana da venire, presentava già diverse criticità. L’intervento, che si basava sulla ristrutturazione di un vecchio edificio industriale, avrebbe comportato:
  1. vincoli nell’organizzazione degli spazi, flessibilità limitata dai vincoli strutturali dell'edificio esistente (nonostante fosse prevista la demolizione di una parte), livelli qualitativi non paragonabili ad un edificio nuovo, realizzazione prevista in più fasi;
  2. ingresso previsto su una via di transito dei veicoli senza spazi adeguati di entrata/uscita degli studenti con possibili rischi per la sicurezza;
  3. preclusione di ogni possibilità di una futura espansione della struttura;
  4. contiguità di funzioni e attività diverse;
  5. sottovalutazione delle esigenze e dei bisogni dei soggetti che vivono la scuola;
  6. sottodimensionamento dei laboratori e degli spazi funzionali alla didattica;
  7. obiettivo di efficienza energetica rimandato ad una fase successiva;
  8. assenza di certezze sulla realizzazione della palestra;
  9. tempi di realizzazione incerti con possibili sovrapposizioni tra lavori e attività didattiche;
  10. quadro economico incerto per mancanza di previsioni su completamento degli impianti, e di eventuali imprevisti.
Intanto il tempo passa: il 4 maggio 2012 gli assessori ai Lavori Pubblici e all'Istruzione presentano il progetto preliminare in un'assemblea pubblica organizzata dal Comitato Genitori. In quella sede dichiarano che il progetto verrà depositato entro la fine del mese di maggio 2012, indipendentemente dalla nomina del RUP (si badi bene: indipendentemente dalla nomina del Responsabile Unico del Procedimento cioè di chi, per legge, deve seguire ed avvallare le fasi tecniche ed amministrative), che il bando di gara verrà indetto entro la fine dello stesso anno e che la scuola verrà completata e resa “operativa” per l’anno scolastico 2014-15.
Durante la riunione, alle critiche avanzate dai presenti, in gran parte genitori di alunni, gli assessori ribadiscono che l'iter che ha portato all'ideazione del progetto è stato lungo ed elaborato, che il tempo stringe e che il progetto deve assolutamente partire, nello stupore e perplessità dei presenti.
Già in quel periodo cominciava a farsi strada l’idea che, per una scuola effettivamente funzionale ed efficiente, la soluzione migliore potesse essere quella dell’abbattimento e della completa ricostruzione dell’edificio esistente, possibilità che, anche se solo parzialmente e in sede di progetto preliminare, era stata contemplata nel progetto presentato dalla Lista Civica Vapriese. Perché allora non abbracciare totalmente questa possibilità?
In una assemblea pubblica organizzata dalle due liste dell’allora opposizione, preceduta da una raccolta di oltre 1.000 firme che chiedevano un confronto serio con l’Amministrazione in carica, sono stati presentati diversi esempi di scuole innovative costruite in Italia per comuni delle nostre dimensioni, a costi sostenibili e “chiavi in mano”, cioè completamente funzionali al momento della consegna. L’assemblea, che ha continuato a chiedere a gran voce un confronto con l’Amministrazione in carica, è stata molto partecipata. Purtroppo dall'Amministrazione non è arrivato nessun segnale di dialogo.
Passano ancora mesi: il progetto è di nuovo al centro di discussioni e critiche anche da parte di cittadini genitori, come nel Consiglio Comunale aperto del 22 marzo 2013.
Nonostante questo, il 30 maggio 2013 l'Amministrazione comunale approva il progetto preliminare, con ulteriori modifiche rispetto a quello depositato il 7 giugno 2012, discusso e criticato in Consiglio Comunale aperto appena tre mesi prima. In questa nuova versione, sono variate le modalità e le fasi di realizzazione: la costruzione della palestra, ridotta nelle dimensioni e arretrata, non è più prevista in seconda fase, ma è rinviata a una non definita terza fase; la prima fase dei lavori comprenderebbe solo le opere della parte destinata a scuola, mentre non sarebbero più previste le opere di sistemazione delle parti esterne, ricollocate nella seconda fase (tra queste l’allacciamento dell’edificio alle reti tecnologiche esistenti sulle aree stradali, la sistemazione di tutte le aree a verde, la realizzazione dell’area a gioco con pavimento in battuto di cemento). Come dicevamo, nessuna notizia riguardo la terza fase dei lavori.
L’importo complessivo per la realizzazione della sola prima fase è indicato in € 4.195.848,75, in significativo aumento rispetto alla stima di €. 3.570.000 del dicembre 2011. Il costo delle altre fasi successive, necessarie alla funzionalità della scuola, non viene neppure più quantificato né è dato sapere quale sarà il costo complessivo dell'intera opera e, tantomeno, le previsioni sulla fine dei lavori.
L'assegnazione dell'appalto è però prevista per il mese di ottobre 2013.
La campagna elettorale, ormai nel vivo, ci vede presentare una proposta chiara e semplice: abbattimento e ricostruzione. Sarà questa la nostra linea ufficiale.
Dopo altri 4 mesi, poco prima delle elezioni, viene pubblicata la Delibera di Giunta di approvazione del progetto di costruzione della scuola media in area ex Abduana. Un elemento importante: nel bando di gara, punto 3.2 comma a2, si introduceva la possibilità di adottare varianti architettoniche diverse rispetto al progetto preliminare. Tra le varianti previste era inclusa, citiamo testualmente, una “diversa distribuzione degli ambienti, demolizione parziale o totale degli edifici esistenti, diversa collocazione planimetrica”, inoltre “un’area scoperta sufficiente e opportunamente posizionata per poter realizzare in futuro una palestra ad uso scolastico ed extra scolastico”. Questo è un dettaglio da ricordare, perché tornerà nel prosieguo della storia.
Vi è un ulteriore aspetto singolare e non secondario: l'Amministrazione aveva fatto precedere la progettazione da un accurato studio dei lavori necessari per ottenere l'idoneità statica di tutti gli immobili esistenti allo stato attuale. Il progetto, approvato e oggetto di bando, pur basandosi su tale elaborato ai fini della rispondenza alle normative sismiche, prevede invece l'abbattimento di alcune porzioni degli edifici esistenti. Ne consegue che lo studio sulla staticità degli immobili perde di validità ed il progetto approvato risulta sprovvisto di un elemento fondamentale influente sia su cosa fare per adeguarlo nuovamente alle normative sismiche che sui costi. Ciononostante il progetto venne validato.
Subito dopo la tornata elettorale, uno dei primi atti della nuova Amministrazione (Vaprio In Movimento) è stato quello di annullare il bando di gara non solo perché totalmente contraria al progetto deliberato dalla Lista Civica Vapriese, ma soprattutto perché il progetto stesso presentava lacune e criticità importanti:
  • il preliminare non rispettava la direttiva europea 2010/31/EU e la successiva legislazione italiana (decreto n. 63/2013, successivamente modificato ed integrato dalla Legge 03.08.3013 n. 90) per le prestazioni energetiche degli edifici (energia quasi zero). Quindi sarebbero stati necessari ulteriori interventi non previsti né tanto meno quantificati nei preventivi di spesa;
  • il progetto preliminare prevedeva “solo” una parte dell’intera realizzazione della scuola che avrebbe potuto trovare il suo completamento solo attraverso la realizzazione di due lotti successivi;
  • le previsioni di costo di questi lotti non erano determinate, creando un’incertezza tutt’altro che trascurabile legata ai fondi necessari per completare l’intervento, con l’aggravante di avere un possibile cantiere dilatato nel tempo;
  • la carenza di validità dello studio e della conseguente individuazione dei lavori utili a rendere l'edificio staticamente rispondente alle normative sismiche;
  • infine i lavori successivi avrebbero necessariamente interferito con il regolare corso delle attività scolastiche.

Questo provvedimento ha permesso all’attuale Amministrazione di poter mettere in atto quello che era stato dichiarato in campagna elettorale, cioè di procedere con l'abbattimento dell’edificio esistente e la sua ricostruzione.
Per perseguire questo obiettivo, è stato impostato un lavoro su più fronti: quello progettuale e della procedura, quello del reperimento delle fonti di finanziamento, quello della sostenibilità finanziaria. Quest'ultimo aspetto ha comportato l’integrazione degli accordi relativi alle convenzioni esistenti che riguardavano la costruzione della nuova scuola media. Tutti queste problematiche sono state affrontate e approfondite parallelamente, a partire dall’insediamento dell’attuale Amministrazione nel 2014.

Vediamo per capitoli.

IL NUOVO PROGETTO

Della progettazione preliminare della scuola è stata incaricato, per affidamento diretto, lo Studio C+S degli architetti Cappai e Segantini (web.cipiuesse.it), architetti che hanno maturato una profonda esperienza nel campo dello studio teorico e progettuale di edifici scolastici innovativi per "filosofia progettuale", per approccio architettonico, scelta e utilizzo dei materiali.
Il nuovo progetto a cura dello studio C+S esposto alla biennale di architettura di Venezia
Esperienza che li ha portati a conseguire numerosi premi e riconoscimenti, nazionali e internazionali, di architettura (solo tra i più recenti: 2013 MOMA (NY); Law Court Venice, Italy – 2012; Golden metal of Italian Architecture vincitore nel 2009 e vincitore del premio speciale nel 2012; INOpera Award 2011 –2012 scuola primaria di Ponzano Veneto; Dedalo – Minosse Interational Prize: menzione d’onore; WA Community Award. Vincitore di 6th e 7 thcycles; vincitore di “Sfide 2009”, ministero dell’ambiente e tutela del territorio proprio per una scuola).
L’edificio di progetto è completamente nuovo, un luogo di istruzione aperto e in contatto diretto con lo spazio esterno non solo finalizzato alla formazione delle nuove generazioni di studenti, ma anche un luogo aperto alla cittadinanza, che mette a disposizione spazi per attività ludico ricreative e culturali; una nuova centralità urbana che si candida a diventare un potenziale ricettore di una comunità allargata multietnica e multiculturale che vive ormai in una dimensione urbana diffusa. Uno spazio, inoltre, che possa diventare anche un esempio di sperimentazione di nuove tecnologie di risparmio energetico e di produzione di energia pulita, che favorisca la formazione nei ragazzi di una sensibilità all'uso sostenibile delle risorse.
Per gli amanti dei numeri, la scuola di Vaprio sarà composta da 15 aule per la normale didattica, 5 aule “speciali”, locali amministrativi e spazi destinati ad attività collettive: auditorium e palestra omologabile CONI, entrambi dotati di locali tecnico-funzionali di supporto. È stata inoltre prevista, in base alle normative vigenti, una mensa dotata di accesso di servizio indipendente per non interferire con l’attività didattica. Infine la struttura è ampliabile in caso di necessità di nuove aule.
Architettonicamente l’edificio è caratterizzato da grandi superfici vetrate estese anche alle pareti interne che evidenziano il rapporto di intercomunicazione fra gli spazi interni e l’esterno.
La struttura sarà inoltre dotata di impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica e di impianto geotermico per il riscaldamento ed il raffrescamento, soluzioni che renderanno l’edificio pressoché autosufficiente dal punto di vista energetico. Nel corso del 2015, per permettere il passaggio delle tubazioni necessarie per garantire il raffrescamento e il riscaldamento della struttura, è stata stipulata una convenzione tra il comune e l’Azienda Ospedaliera che ha dato in concessione un’area che affaccia sul Naviglio.
Il progetto ha dovuto percorrere un iter che si è rivelato più accidentato del previsto: lo scorso anno, infatti, il legislatore ha emesso il nuovo codice degli appalti che prevede, per poter emettere il bando di gara, il progetto esecutivo e non il semplice preliminare-prestazionale, come precedentemente consentito. Questo ulteriore passaggio ha comportato una significativa dilatazione dei tempi, sia per gli approfondimenti amministrativi necessari, sia per l’ulteriore e non certo indifferente, sviluppo progettuale con l'acquisizione dei relativi pareri normativamente previsti.
Il progetto, inoltre, è stato presentato e condiviso con i professori, il dirigente scolastico e i genitori in più assemblee:
  • 18 settembre 2014, (dopo il ritiro del bando della precedente Amministrazione) incontro pubblico con la presenza dell'arch. Cappai per presentazione di nuove idee progettuali;
  • 10 dicembre 2014, incontro con Dirigente Scolastica e Corpo Docente per presentazione bozza progetto preliminare;
  • 19 dicembre 2014, Commissione congiunta Istruzione e Lavori Pubblici per la presentazione della bozza di progetto preliminare;
  • 28 gennaio 2015, presentazione della bozza di progetto preliminare al Comitato Genitori;
  • 27 aprile 2015, Commissione Istruzione, in cui era presente l’Assessore ai Lavori Pubblici per aggiornamento su progetto preliminare;
  • 10 marzo 2017, incontro pubblico dopo due anni di Amministrazione in Auditorium Biblioteca;
  • 27 settembre 2017, Commissione congiunta Istruzione e Lavori Pubblici per la presentazione del progetto definitivo/esecutivo.

Acquisiti i pareri obbligatori di Soprintendenza, ATS e Vigili del Fuoco, nei primi giorni di ottobre, il progetto esecutivo è stato inviato all’INAIL, che si occuperà della realizzazione del manufatto, dopo una fase preliminare di confronto e successiva firma del contratto.

Ma perché costruisce l’INAIL e dell’appalto non si occupa direttamente il Comune?
Facciamo un passo indietro e torniamo al 2014, poiché contemporaneamente al progetto, si è approfondita la modalità di finanziamento.

FONTI DI FINANZIAMENTO

Parallelamente al progetto, l’Amministrazione ha iniziato ad approfondire le possibilità di finanziamento: questo lavoro ha preso in considerazione tutte le modalità fattibili, dalla costruzione diretta, al leasing, al partenariato pubblico/privato, alla sottoscrizione di un contratto di disponibilità. Inizialmente, quest’ultima tipologia di contratto sembrava essere la più promettente: i nostri amministratori si sono messi in contatto con gli amministratori del Comune di Massarosa, in provincia di Lucca, che hanno usato questa modalità di finanziamento.
Dopo attenti approfondimenti, questa ipotesi è stata accantonata perché valutata non sostenibile dall’attuale bilancio comunale, considerati i numerosi vincoli introdotti dalle varie leggi finanziarie dello Stato in capo ai bilanci comunali (dal 2014 in avanti in particolar modo).
Nello stesso periodo di tempo, la Regione Lombardia, facendo seguito a un bando nazionale per l’edilizia scolastica, che metteva a disposizione 900 milioni di euro provenienti dalla Banca Europea degli Investimenti, ha bandito un concorso per stilare una graduatoria per punti attraverso la quale assegnare la quota spettante alla nostra regione, pari a circa 180 milioni di euro.
I progetti finanziabili sarebbero stati selezionati assegnando un punteggio determinato dalla sostenibilità e innovazione a livello energetico e tecnologico, dalla sostenibilità economica del progetto, dalla solvibilità dell’Ente richiedente e dalla manifestazione di interesse che, nel marzo 2014, il Governo centrale aveva richiesto alle amministrazioni che avevano necessità di intervenire sull’edilizia scolastica (la famosa “lettera a Renzi” che chiedeva ai Sindaci di segnalare un edificio scolastico da ristrutturare o da costruire ex novo).
Purtroppo per i cittadini vapriesi l’Amministrazione Lista Civica Vapriese non ritenne di dover rispondere a questo appello (la “lettera a Renzi”): quelle poche righe, anche se non determinanti per l’esito finale , comunque ci avrebbero permesso di scalare posizioni nella graduatoria, poiché il nostro progetto era stato giudicato idoneo..  
Si è perciò intrapresa la strada del finanziamento tramite Enti Pubblici.
Sempre nel 2015, infatti, l’INAIL emette un bando di manifestazione di interesse per la costruzione di edifici di pubblica utilità, che, una volta realizzati dalla stessa INAIL, sarebbero stati messi a disposizione degli Enti richiedenti, che li avrebbero ripagati con formule di affitto con diritto di riscatto oppure utilizzati solo con formula di affitto.
Questa “manifestazione di interesse” è stata valutata come la più interessante sia a livello etico (l’INAIL, istituto Nazionale per le Assicurazioni contro gli Infortuni gestisce il denaro dei lavoratori che vengono utilizzati per opere di pubblica utilità e che tornano ai lavoratori, aumentati, in caso di infortunio sul lavoro) che a livello pratico perché consente una certa flessibilità nella formula di pagamento senza ulteriori adempimenti da parte del Comune.
Per arrivare alla firma definitiva del contratto con l’Istituto si sono succeduti, dal 2015 a oggi, una fitta serie di incontri per soddisfare compiutamente le richieste di INAIL.
Il progetto esecutivo, approvato con delibera G.C. il 28 settembre 2017, ammonta complessivamente a €. 8.940.000,00, di cui €. 7.115.511,41 a base di appalto.
A fronte di questo impegno economico, come già specificato nel capitolo precedente, avremo una scuola tecnologicamente avanzata, energeticamente sostenibile e, cosa più importante, completa di tutto ciò che serve per farla funzionare dal giorno stesso della consegna, dotata di una palestra omologabile dal CONI, di un auditorium da 160 posti: strutture, queste ultime autonomamente utilizzabili anche al di fuori dell’orario scolastico.
Altro elemento non trascurabile: sarà una scuola bella, innovativa, rispondente alle mutate esigenze educative, una scuola completa, a differenza del progetto della precedente Amministrazione che prevedeva la realizzazione solo di una parte, senza che venissero specificati tempi e costi necessario per completare l’opera! 
L'importo previsto dal nostro progetto è certamente importante: come finanziare l’opera?

SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA E CONVENZIONI

L’operazione INAIL ha dei passaggi ben precisi che vale la pena approfondire: dopo l’invio delle informazioni richieste, l’Istituto, visionata la documentazione e dopo la stipula del contratto, valuterà e acquisterà dal nostro Ente il terreno su cui sorgerà la scuola, per un valore stimato a oggi dall’Amministrazione Comunale di €. 950.000 (la perizia per stabilire il valore definitivo sarà a carico di INAIL), e acquisirà il progetto esecutivo, per un valore di €. 335.217,41. L’INAIL, a questo punto, si occuperà di tutte le fasi esecutive: emetterà il bando di gara e avrà il compito di seguire le fasi di realizzazione del progetto. Al termine dei lavori, il nostro comune stipulerà un contratto di affitto della durata di 18 anni complessivi (rinnovabili per altri 18).  Alla scadenza del rinnovo le parti possono comunque accordarsi per il riscatto dell’immobile, aspetto comunque garantito dal Codice Civile.
Con i proventi derivanti dalla vendita all’INAIL del terreno ove sorgerà la scuola e del progetto definitivo/esecutivo, e con l’incasso delle somme derivanti dalle convenzioni stipulate dalla precedente Amministrazione e legate alla costruzione della nuova scuola, diluite ora su più anni, ci saranno risorse più che sufficienti per chiudere tutti i mutui esistenti in capo al Comune.
Il risparmio delle rate annuali dei mutui consentirà il pagamento dell’affitto all’ INAIL stimato in circa € 250.000 annui (per dovere di cronaca: i mutui che il nostro comune ha in essere sono stati rinegoziati dalla precedente Amministrazione, che ne aveva prolungato la scadenza al 2034, con un aggravio di interessi per le casse comunali di circa € 700.000).
Per rendere l’operazione sostenibile, si è resa necessaria non solo la revisione delle convenzioni, stipulate a suo tempo, ma anche quella delle fideiussioni date in garanzia per tali pagamenti in quanto alcune si sono rivelate poco solide e non perfettamente allineate allo scopo per cui erano state sottoscritte. L’area che era precedentemente destinata alla costruzione della scuola media, in zona Vaprio sud, rimane nella disponibilità del Comune per successivi utilizzi.

Ma c’è di più. A operazione quasi perfezionata, in data 8 maggio 2017, una lettera indirizzata alla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici della Lombardia ha fatto temere che tutto il lavoro svolto fino a quel momento potesse improvvisamente saltare.
Il gruppo consigliare della Lista Civica Vapriese, infatti, ha inoltrato una richiesta per la tutela dell’edificio Tavazzani come edificio di interesse storico!
La richiesta di provvedimento di tutela si articola su due fronti: l'emanazione di un provvedimento di tutela diretto sulla base dell'anno di costruzione (superamento dei 70 anni dall'edificazione); la classificazione dell'edificio come archeologia industriale, soggetto pertanto a "tutela diretta".
Attuale stabilimento “ex Tavazzani” o anche detta “ex Abduana”

In merito al primo punto, che nelle intenzioni vorrebbe impedire la demolizione del manufatto, il gruppo Consiliare della Lista Civica Vapriese dichiara che "l'edificio in oggetto ...omissis .. risulta edificato dal 1946". Se rileggiamo la relazione del progetto del 2014, redatta dall’Amministrazione targata Lista Civica Vapriese, testualmente si afferma che "gli edifici interessati dal presente progetto preliminare sono stati edificati dal 1946 al 1948 come desumibile dall'allegato certificato di collaudo ... omissis". La memoria della Lista Civica Vapriese è proprio corta, non c’è che dire!
Per la precisione, il collaudo è stato redatto il 14 giugno 1948 ed è quella la data di riferimento per stabilire l’anzianità del manufatto. Risulta, come da progetto preliminare approvato dalla precedente Amministrazione, che l'edificio risalga a 69 anni fa e che, quindi, non sia ancora tutelabile per vincolo diretto dalla Soprintendenza.
C’è un ulteriore punto: come richiamato in precedenza, nelle norme integrative al vecchio bando di gara del 2014 di LCV: al punto 3.2 comma a.2, si ammette esplicitamente tra le varianti in corso d'opera l'"eventuale demolizione totale o parziale ricostruzione". Un palese e insondabile problema di coerenza: lo stesso gruppo consiliare, quando amministra in maggioranza segue una linea, quando in minoranza sostiene la linea opposta … scherzi della memoria!
Non possiamo, infine, fare a meno di notare la sottigliezza degli scriventi per aver specificato "l'edificio ... omissis ... edificato dal 1946", tutelandosi, in tal modo, dall'accusa di inesattezza o fuorviante dichiarazione.
Di fatto, forse ignorando che il computo degli anni viene effettuato dall'anno di conclusione dei lavori (cfr. dichiarazioni C.C. 26 luglio u.s. delibera attuazione L.R. 10.03.2017), si stimola o meglio si induce l'Ente istituzionale ad intervenire. Ci chiediamo dove la Lista Civica Vapriese abbia sbagliato i conteggi per stabilire l’età dell’edificio: prima, alla presentazione del bando, oppure dopo, quando ha inviato la richiesta di tutela alla Soprintendenza?
Sulla "verifica dell'interesse culturale", poi, si sfiorano contorni perfino grotteschi: a sostegno della tesi, si cita l'art. 5 del D.L. 42/04 non tenendo conto delle modifiche ai commi introdotte dal D.L. 157/2006; del D.L. 63/2008 e dalla Legge 125/2015.
Centrale Idroelettrica “Esterle”, Porto d’Adda
Anche in questo caso si è in presenza o di una inammissibile "ignoranza" o di un inaccettabile tentativo di ammantare una illecita richiesta sotto vesti legalitarie inesistenti. Si portano ad esempio come archeologia industriale, per rimanere nell'ambito del fiume Adda, le centrali idroelettriche Taccanie e Esterle. La prima edificata fra il 1903 ed il 1906 dall'arch. Moretti, su incarico di Benigno Crespi, fu realizzata in ceppo dell'Adda, in coerenza con il materiale del sovrastante Castello, ed è un'opera di "rara armonia compositiva perfettamente integrata nell'ambiente fluviale" dotata soluzioni tecniche innovative per l'epoca (aggiornate solo a metà degli anni 90); la seconda, la cui costruzione iniziata nel 1906 si concluse nel 1914, è nota per la sua bellezza. Notevole esempio di stile eclettico lombardo, "arricchito da minuziosi ornamenti, motivi geometrici e floreali strettamente ripetuti; le colonne e i capitelli, i lampioni e le gronde in ferro battuto e le imponenti vetrate goticheggianti la fanno apparire più simile ad una villa che ad un fabbricato industriale vero e proprio".
Si cita altresì come esempio di recupero, dovuto alla prestigiosa mano dell'arch. Gae Aulenti, l'ex fabbrica tessile Pria di Biella. In questo caso si tratta di un esempio veramente significativo che ben si attaglia a sostegno della richiesta della Lista Civica Vapriese. L'edificio si colloca nel luogo su cui sorgeva il convento di S. Maria Maddalena, dove visse una comunità claustrale fino al 1571; nei primi dell'800 Louis Boussou, francese proveniente da Varennes, realizzò una imponente fabbrica secondo i più moderni concetti dell'epoca, sviluppata a più livelli ed interamente verticalizzata.
Tutte queste architetture nascono e si sviluppano sfruttano l'energia data dalla forza delle acque.
A questi esempi, palesemente riferibili alla realtà vapriese, si vuole assimilare la nostra ex Tavazzani, richiedendone l'inserimento come architettura industriale sorretta da specifica tutela, al fine, si sottolinea, di riconvertire "un luogo di produzione a luogo di produzione del sapere". 
Anche in questo caso la Lista Civica Vapriese ha forse cambiato idea? Nel 2012 la ex Tavazzani non era di alcun interesse culturale mentre ora lo è diventata?
Appare chiara, evidente e inconfutabile, l'intenzione di procrastinare l'approvazione del progetto, ben conoscendo i tempi utili per inoltrare l'esecutivo all'INAIL, al fine di vanificare la possibilità di realizzazione della nuova scuola, opera, a parere del gruppo consigliare di minoranza, forse non degna di sostituire una fabbrica dismessa di tale pregio.
La Soprintendenza ha respinto la richiesta, valutando l’edificio ex-Tavazzani non assoggettabile ad alcuna tutela.

Qui si conclude la complessa vicenda della scuola, che per più di un lustro ha impegnato la vita politica vapriese. Una conclusione ancora parziale, ad un passo dalla meta, poiché altri passaggi sono da compiere: una volta ricevuta tutta la documentazione, l’INAIL la valuterà e, se rispondente alla manifestazione di interesse alla quale l’Amministrazione ha partecipato, darà il via libera al finanziamento del progetto. La posa della prima pietra dovrebbe avvenire nei prossimi mesi.
Ci si augura che gli studenti e i cittadini possano rendere questa nuova centralità un luogo di sapere aperto alla comunità e inclusivo, un luogo di aggregazione e di nuove opportunità di svolgimento di attività sociali e ricreative che vadano oltre gli orari di apertura della scuola.

3 commenti:

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